Nel linguaggio quotidiano le parole trauma, PTSD e trauma complesso vengono spesso utilizzate quasi come equivalenti. Clinicamente non lo sono.
Aver vissuto un evento traumatico non significa necessariamente avere un PTSD. Aver vissuto traumi ripetuti non significa automaticamente avere un PTSD complesso.
Il PTSD riguarda una configurazione specifica
La WHO descrive il PTSD attraverso ri-esperienza dell’evento nel presente, evitamento e persistente senso di minaccia, accompagnati da sofferenza significativa o interferenza nel funzionamento personale, familiare, sociale, scolastico o lavorativo.
L’evento, da solo, non basta. La diagnosi richiede una configurazione clinica.
L’ICD-11 distingue il PTSD complesso
L’ICD-11 include il Complex Post-Traumatic Stress Disorder come categoria distinta dal PTSD.
Nel PTSD complesso ai sintomi nucleari del PTSD si associano difficoltà persistenti in aree della regolazione affettiva, della rappresentazione negativa di sé e delle relazioni interpersonali.
Questo significa che «complesso» non dovrebbe essere usato semplicemente come sinonimo di «grave». Un quadro può essere severo senza corrispondere alla configurazione diagnostica del CPTSD.
ICD e DSM non usano le stesse categorie nello stesso modo
L’ICD-11 riconosce una diagnosi distinta di PTSD complesso. Il DSM non adotta la stessa categoria separata, pur descrivendo una gamma ampia di caratteristiche associate al PTSD.
Questa differenza ricorda che i sistemi diagnostici sono strumenti concettuali. Non sono la persona.
La diagnosi psicologica non dovrebbe ridursi alla checklist
L’articolo 1 della Legge 56/1989 attribuisce la diagnosi alla professione di Psicologo. Il documento CNOP sugli atti tipici la descrive come processo di conoscenza e comprensione clinica.
Per questo una valutazione del PTSD o del CPTSD dovrebbe considerare anche storia precedente, relazioni, regolazione emotiva, risorse, autonomia, condizioni concomitanti, rischio e contesto attuale.
«Trauma complesso» non deve diventare una spiegazione universale
La diffusione pubblica del concetto ha reso più visibili gli effetti di esperienze traumatiche prolungate. Ha però anche prodotto il rischio di interpretare retrospettivamente quasi qualunque difficoltà come risultato di un trauma.
Una formulazione seria deve poter essere messa alla prova: quali dati la sostengono? Quali elementi non spiega? Quali ipotesi alternative sono plausibili?
Prendere sul serio il trauma non significa attribuirgli tutto. Significa descriverne con precisione gli effetti quando sono presenti.
Per il processo diagnostico: Trauma psicologico: valutazione e diagnosi dello Psicologo.
Fonti e riferimenti
- Fonte sanitaria internazionale: WHO, PTSD fact sheet.
- Manuale diagnostico internazionale: WHO, ICD-11 CDDR.
- Linea guida: NICE NG116.
- Norma: Legge 56/1989, art. 1.
