Dopo una catastrofe, un incidente o un’altra esperienza estrema, l’immagine popolare dello Psicologo è spesso quella di qualcuno che arriva e chiede immediatamente alla persona di raccontare tutto.

La pratica contemporanea è più prudente.

Nelle prime ore la priorità può non essere raccontare

Il problema principale può essere ritrovare un familiare, ricevere informazioni attendibili, recuperare farmaci, trovare un luogo sicuro, dormire, bere, mangiare o capire che cosa accadrà nelle ore successive.

Il Psychological First Aid promosso dalla WHO insiste su un’assistenza umana, supportiva e pratica, rispettosa della dignità, della cultura e delle capacità della persona.

Il Psychological First Aid non è un atto esclusivo dello Psicologo

È importante non trasformare un modello internazionale di prima assistenza in un atto professionale riservato che non è. Il PFA può essere utilizzato da differenti operatori adeguatamente preparati.

Lo Psicologo apporta le proprie competenze specifiche quando esercita attività di valutazione, prevenzione, diagnosi psicologica, sostegno e raccordo con altri servizi.

Non trasformare ogni sopravvissuto in un paziente

Essere profondamente scossi dopo un evento eccezionale non equivale automaticamente ad avere un disturbo.

Nelle prime fasi possono esserci disorientamento, paura, agitazione, difficoltà a dormire, pianto, bisogno di vicinanza o desiderio di isolamento. La funzione dello Psicologo è anche distinguere ciò che può essere monitorato da ciò che richiede un intervento immediato.

Ascoltare non significa interrogare

Una persona che desidera parlare deve poterlo fare. Ma non esiste un principio secondo cui il racconto dettagliato e immediato dell’esperienza debba essere imposto per prevenire il PTSD.

NICE raccomanda di non utilizzare il psychologically-focused debriefing come intervento preventivo o terapeutico per il PTSD.

A volte una delle prime forme di aiuto consiste nel restituire alla persona un margine di controllo, compreso il controllo su quanto dire.

Individuare chi necessita di qualcosa in più

Grave disorganizzazione, rischio suicidario, assenza di rete sociale, disturbi già presenti, uso problematico di sostanze, persistenza della minaccia o marcata compromissione del funzionamento possono richiedere percorsi differenti.

La risposta migliore non è quindi identica per tutti. La professionalità consiste precisamente nel differenziare.

L’emergenza psicologica può continuare dopo quella materiale

Le sirene finiscono prima delle conseguenze psicologiche. Alcune difficoltà possono emergere o diventare più chiare dopo giorni o settimane.

Per questo la prevenzione comprende anche monitoraggio, informazione e accesso successivo a valutazione e cura quando necessario.

Per la prevenzione nel post-trauma: Dopo un trauma: prevenzione psicologica senza patologizzare.

Fonti e riferimenti