Dopo un tumore, pensare alla possibilità che la malattia ritorni non è necessariamente un segno di difficoltà psicologica. La paura può riaccendersi prima di un controllo, davanti a un sintomo nuovo o in date legate alla malattia.
Il problema non è provare paura, ma lo spazio che quella paura finisce per occupare.
Dalla sorveglianza all’ipervigilanza
Controllare il corpo e cercare rassicurazioni può offrire sollievo momentaneo. Se diventa continuo, però, può mantenere l’attenzione ancorata alla minaccia. È importante distinguere il follow-up indicato dall’équipe dai controlli aggiuntivi messi in atto per ridurre l’ansia.
Vivere con una quota di incertezza
Nessun intervento psicologico può garantire che una recidiva non avverrà. Un obiettivo realistico è evitare che una possibilità futura diventi l’unico criterio con cui organizzare il presente.
Quando può servire un sostegno
Può essere utile quando la paura interferisce con sonno, relazioni, lavoro, controlli o possibilità di fare progetti. In alcuni periodi può essere indicato anche un lavoro preventivo.
Approfondisci il sostegno psicologico e psico-oncologico e la prevenzione psicologica.
Riferimenti essenziali
- Letteratura internazionale sulla fear of cancer recurrence.
- AIOM, assistenza psicosociale dei malati oncologici.
- NCCN, Distress Management.
