«Era come se stessi guardando tutto da fuori.» «Per alcuni momenti non sentivo quasi il mio corpo.» «Ricordo alcune parti benissimo e altre quasi per niente.»
Esperienze del genere possono comparire dopo eventi estremamente stressanti. Il problema nasce quando la parola dissociazione diventa una spiegazione automatica per fenomeni molto differenti.
Dissociazione non è una diagnosi unica
Il termine comprende esperienze che possono riguardare coscienza, memoria, percezione di sé, percezione dell’ambiente e continuità dell’esperienza.
Depersonalizzazione, derealizzazione e alterazioni della memoria non sono la stessa cosa. E la loro presenza non dimostra da sola l’esistenza di un disturbo dissociativo.
NICE include la dissociazione tra gli aspetti da esplorare nella valutazione di un possibile PTSD.
Prima di interpretare occorre descrivere
Che cosa accade esattamente? La persona perde orientamento oppure descrive una sensazione di irrealtà mantenendo piena consapevolezza? Quanto dura? Con quale frequenza? In quali circostanze? Esistono vuoti di memoria? Interferisce con guida, lavoro o altre attività che richiedono attenzione?
Sono domande più utili di un’etichetta immediata. Il primo compito è capire il fenomeno. La spiegazione viene dopo.
Non tutto ciò che appare dissociativo è necessariamente psicologico
Alterazioni dello stato di coscienza, condizioni neurologiche, effetti di sostanze, disturbi del sonno e altri problemi medici possono produrre fenomeni che richiedono diagnosi differenziale.
La psicotraumatologia diventa poco scientifica quando ogni esperienza insolita viene interpretata automaticamente come conseguenza del trauma.
La sicurezza quotidiana fa parte della valutazione
Una persona che sperimenta frequenti episodi di disorientamento può avere problemi concreti: guidare, utilizzare macchinari, svolgere determinate mansioni o restare sola in alcune circostanze può richiedere una valutazione specifica.
La diagnosi psicologica non serve soltanto a dare un nome all’esperienza. Serve a comprendere che cosa comporta nella vita reale e se sia necessario coinvolgere altri professionisti.
Il trauma non autorizza a forzare la rievocazione
Quando esistono fenomeni dissociativi importanti, entrare rapidamente e insistentemente nei dettagli del ricordo non è automaticamente una buona pratica.
La valutazione deve considerare la capacità della persona di mantenere orientamento, regolazione e contatto con il presente. Le presentazioni complesse richiedono pianificazione e competenza, non intensificazione automatica del lavoro sul ricordo.
Per la valutazione generale: Trauma psicologico: valutazione e diagnosi dello Psicologo.
Fonti e riferimenti
- Linea guida: NICE NG116.
- Linea guida: VA/DoD PTSD Clinical Practice Guideline.
- Deontologia: Codice Deontologico vigente.
