Ricevere un’informazione medica e riuscire a farle spazio psicologicamente non sono la stessa cosa. Paura, shock e sovraccarico possono modificare il modo in cui ascoltiamo, ricordiamo e comunichiamo.

Lo Psicologo non sostituisce chi fornisce l’informazione medica

Diagnosi oncologica, prognosi e indicazioni sui trattamenti appartengono ai professionisti sanitari competenti. Lo Psicologo può invece lavorare su confusione, paura, difficoltà a formulare domande e problemi nel parlarne con familiari e figli.

Prepararsi a una visita

Mettere per iscritto domande, distinguere ciò che si sa da ciò che si teme e decidere se farsi accompagnare possono migliorare la partecipazione alla comunicazione sanitaria.

Comunicare in famiglia

Non esiste una formula universale: età, relazione, fase della malattia e bisogni individuali modificano il modo appropriato di affrontare una conversazione.

Quando la comunicazione diventa fonte di forte distress può essere utile il sostegno psicologico; in alcune fasi può avere anche una funzione preventiva.

Riferimenti essenziali

  • Letteratura sulla patient-centered communication in oncology.
  • AIOM, assistenza psicosociale dei malati oncologici.