Seguire una terapia oncologica può sembrare dall’esterno una scelta semplice. Nella vita reale possono interferire effetti collaterali, paura, convinzioni personali, difficoltà economiche, organizzazione familiare e problemi di comunicazione.
Definire una persona “poco collaborante” spiega poco. Prima occorre capire che cosa sta rendendo difficile partecipare al percorso di cura.
La psicologia dell’aderenza non è psicologia dell’obbedienza
Lo Psicologo non ha il compito di persuadere una persona a scegliere una specifica terapia oncologica. Autonomia e consenso informato restano centrali. Il contributo psicologico riguarda i processi che possono ostacolare una decisione sufficientemente consapevole o l’attuazione di una scelta già compiuta.
Che cosa può essere esplorato
Paure non comunicate, aspettative irrealistiche, evitamento, difficoltà a chiedere chiarimenti e modalità di gestione dello stress possono interagire con problemi pratici o clinici. Non tutte le difficoltà di aderenza sono psicologiche e l’analisi deve restare contestuale.
Prevenzione e sostegno
Quando alcuni processi psicologici iniziano a interferire con la partecipazione alle cure può essere utile un intervento di prevenzione o sostegno psicologico, in coordinamento con l’équipe quando appropriato.
Riferimenti essenziali
- WHO, Adherence to Long-Term Therapies.
- Letteratura su adherence e shared decision making in oncology.
