La Compassion Focused Therapy, CFT, è descritta nella letteratura come un approccio terapeutico integrativo, sviluppato in particolare per difficoltà associate ad autocritica e vergogna. Accanto alla CFT troviamo però anche il Compassionate Mind Training, CMT, e una più ampia ricerca sui processi di compassione e self-compassion.

È quindi utile evitare che terapia, training e processo psicologico vengano fusi in un’unica categoria.

CFT e Compassionate Mind Training

Le revisioni sulla CFT ne studiano l’efficacia nelle popolazioni cliniche. Parallelamente esistono studi sul Compassionate Mind Training anche in campioni non clinici: un trial randomizzato del 2020 ha valutato una versione online del CMT proprio in una popolazione non clinica.

Questo non dimostra che CFT e CMT siano estranei alla psicoterapia, né stabilisce quali procedure siano esercitabili professionalmente in Italia. Dimostra una cosa più circoscritta: il lavoro sui processi compassionevoli non coincide necessariamente con l’intero trattamento CFT.

La compassione come processo psicologico

Coltivare una relazione meno autocritica con se stessi, osservare minaccia e vergogna o sviluppare capacità compassionevoli può assumere significati differenti a seconda del contesto. La presenza di questi obiettivi non è sufficiente, da sola, a qualificare l’intervento come psicoterapia.

Allo stesso tempo non sarebbe corretto riprodurre una CFT completa e sostenerne una natura diversa soltanto perché la si chiama “training della compassione”. L’etichetta non sostituisce l’analisi dell’attività.

Il quadro italiano

L’articolo 1 della Legge 56/1989 attribuisce allo Psicologo strumenti conoscitivi e di intervento; l’articolo 3 disciplina separatamente l’attività psicoterapeutica. Anche qui non troviamo una regola per cui ogni tecnica proveniente da un modello denominato therapy diventi automaticamente attività psicoterapeutica.

La distinzione

La CFT è collocata nella letteratura nel campo terapeutico e psicoterapeutico; Compassionate Mind Training, processi di compassione e singole pratiche non coincidono però automaticamente con l’intero modello CFT né ricevono per il solo nome una qualificazione professionale italiana.

Formazione, competenza, finalità e modalità concreta dell’intervento restano il criterio prudente. Distinguere non significa liberalizzare: significa evitare di classificare un’attività prima ancora di averla descritta.

Enrico Rizzo, Psicologo

Riferimenti essenziali

  • Legge 18 febbraio 1989, n. 56, artt. 1 e 3.
  • Craig C, Hiskey S, Spector A. Compassion focused therapy: systematic review. 2020.
  • Halamová J, et al. Online Compassion Mind Training in a nonclinical sample: randomized controlled trial. 2020.
  • Millard LA, et al. Effectiveness of compassion focused therapy with clinical populations: systematic review and meta-analysis. 2023.