La sessualità può cambiare durante e dopo una malattia oncologica. Interventi chirurgici, terapie, dolore, fatigue e modificazioni ormonali possono avere conseguenze fisiche; allo stesso tempo possono cambiare immagine corporea, desiderabilità percepita, intimità e comunicazione con il partner.
Ridurre tutto alla sola funzione sessuale significa perdere una parte importante dell’esperienza.
Il contributo dello Psicologo
Lo Psicologo può lavorare sugli aspetti psicologici e relazionali: vergogna, evitamento, ansia, immagine di sé, difficoltà a comunicare e riorganizzazione dell’intimità. Non sostituisce le valutazioni mediche, ginecologiche, urologiche o di altre figure pertinenti quando esistono dolore, effetti farmacologici o alterazioni organiche.
Non esiste un ritorno obbligatorio alla sessualità di prima
Per alcune persone l’obiettivo sarà recuperare modalità precedenti; per altre sarà costruire forme nuove di vicinanza e intimità. Il percorso deve rispettare bisogni, limiti e desideri della persona e della coppia.
Sostegno o riabilitazione
Quando prevalgono paura, vergogna o difficoltà relazionali può essere utile il sostegno psicologico. Quando l’obiettivo riguarda il recupero o la riorganizzazione di attività e funzionamento può essere pertinente l’abilitazione-riabilitazione psicologica.
Riferimenti essenziali
- Letteratura psico-oncologica su sessualità e qualità di vita.
- AIOM, assistenza psicosociale dei malati oncologici.
